Birra olandese, una tradizione secolare: varietà, aziende e storia

Oltre ai mulini, ai canali e al turismo trasgressivo, ci sono tante altre cose che rendono famosi i Paesi Bassi in tutto il mondo. Una di questa è la birra olandese. È considerata fra le migliori al mondo, sebbene fino a qualche decennio fa il bacino d’utenza si limitasse al mercato europeo. Oggi l’esportazione è su scala globale ed anche in Italia sono facilmente reperibili diversi tipi di birra di produzione olandese.

Birre olandesi: birrifici celebri e diverse tipologie

Trappe

Nel 1884 nasce la prima birra originale trappista. Negli antichi monasteri olandesi iniziava a prendere piede l’arte della fermentazione alcolica, che via via è andata evolvendosi. Oggi La Trappe offre 8 tipologie di birra tutte diverse fra loro, ma ugualmente buone. Le ricette? Vengono custodite avidamente dai monaci che le hanno ricevute in eredità da chi li ha preceduti. Si dice che a rendere particolarmente gustose queste birre sia il mix di cinque acque provenienti da altrettanti pozzi differenti. Le otto birre trappiste olandesi sono:

  • La Trappe Blond (6,5% di alcool) – varietà delicata con una gradevole nota aromatica;
  • La Trappe Dubbel (7% di alcool) – dal sapore persistente di malto;
  • La Trappe Tripel (8% di alcool) – offre un retrogusto erbaceo amarognolo;
  • La Trappe Quadrupel (10% di alcool) – la più alcolica di tutte;
  • La Trappe Witte Trappist (5,5% di alcool) – l’unica birra bianca trappista al mondo;
  • La Trappe Bockbier (7% di alcool) – birra stagionale invernale, che ha bisogno di una lunghissima fermentazione. Ha un colore rosso intenso;
  • La Trappe Isid’or (7,5% di alcool) – corposa, in stile Strong Ale;
  • La Trappe PUUR  (4,7% di alcool) –  la prima birra trappista biologica.

Un birrificio così famoso da essersi espanso anche negli Stati Uniti d’America. Propone numerose birre artigianali, tutte pluripremiate. È un brand che coniuga la tradizione olandese con le influenze europee e, soprattutto, quelle americane. La produzione varia in base al periodo, in quanto de Molen offre un’ampia varietà di birre stagionali. La gradazione di questi prodotti è spesso importante, così come il sapore molto pronunciato. Ecco un elenco delle birre più interessanti del marchio de Molen:

  • Heidi & Peter BA (11,5% di alcool) – di color ebano, al palato si percepisce un leggero sentore di fumo accompagnato da una fragranza di malto, miele e vaniglia;
  • Cake & Comfort (11,9% di alcool) – ottima da abbinare sia al dolce che al salato dati i sentori di caramello e frutta secca;
  • Rais & React (12,2% di alcool) – invecchia 22 mesi in barili per il rum. Presenta un’aggiunta di uvetta;
  • Tsarina Esra Woodford Reserve (11,9% di alcool) – invecchiata in barili per il whisky. Un’Imperial Porter impreziosita da note di liquirizia;
  • Rasputin Bowmore BA (10,5% di alcool) – il passaggio in botte le conferisce note tostate e torbate.

Jopen

Birrificio di antica tradizione il cui nome risale al XIV° secolo, con l’esportazione delle prime birre olandesi in grosse botti (dette, appunto, “Jopen”). L’azienda rinasce nel 1994 dalle ceneri dell’Harleem, denominazione che aveva accompagnato questo brand fino al 1916, anno in cui chiuse i battenti. Le ricette attuali sono rivisitazioni di quelle originali del XV° e XVI° secolo. Ecco una selezioni di alcune delle migliori birre Jopen:

  • Jopen Yakima Makai White IPA – una miscela “da spiaggia”. Il sapore viene arricchito dal sentore di frutti tropicali, pino e luppolo e da un retrogusto amarognolo;
  • Jopen Northsea IPA – molto fermentata e dal forte sentore di luppolo;
  • Jopen BA Ruby Port & Jamaican Rum Ex-Girlfriend – passa per botti di rum giamaicano e botti di porto per 255 giorni;
  • Jopen BA Bowmore Whisky Meesterstuk – per un anno intero stagiona in botti di whisky. Si sentono forti note di zenzero, sale marino celtico e cacao;
  • Jopen BA Jack Daniel’s Rye Whisky Meesterstuk – ilaromi di caramello e mela abbinati ad un sapore speziato di segale.

Bavaria

Altra realtà con più di 300 anni di tradizione, Bavaria è uno dei birrifici olandesi celebri in tutto il mondo, secondo probabilmente soltanto ad Heineken. I maestri birrai reperiscono l’acqua in una vecchia sorgente che sgorga proprio al di sotto del birrificio. Da questa si ottengono circa 60 varietà di birre differenti, alcune delle quali esportate anche in Italia. La più celebre, per ammissione della stessa azienda, è la Bavaria Premium. Una pilsner fresca, che fa trasparire note leggere di malto e luppolo; non troppo ‘impegnativa’ e adatta ad ogni occasione e a chi non ama i sapori particolarmente forti e speziati.

Anno 2015: lo schef Kees Bubbermann realizza che la sua vera vocazione è la birra. Decide dunque di mettersi in proprio e nel giro di poco tempo arriva ad esportare la birra di sua produzione al di fuori del vecchio continente. La Kees è diventata una delle migliori birre olandesi grazie alle tante attenzioni dedicate al processo di produzione. I tre prodotti più rappresentativi del marchio sono:

  • Mosaic Hop Explosion – una Indian Pale Ale ambrata, prodotta con aggiunga del luppolo americano Mosaic;
  • Hazy Sunrise – dal colore torbido, è estremamente ricca di sentori tropicali;
  • In Kees You’re Thirsty – in stile IPA, ha un colore dorato ed un gusto ricco ed avvolgente.

Heineken

Quando si parla di birre dei Paesi Bassi, si pensa immediatamente alla Heineken. Parliamo, d’altronde, di una delle birre più famose del mondo, pilastro di un impero commerciale. Questo marchio si è espanso anche al di fuori dei confini olandesi, producendo birre di marchi di tutta Europa. Dal punto di vista del marketing, l’azienda promuove il proprio marchio con l’ormai celebre Heineken Experience di Amsterdam. Si tratta di un percorso interattivo che permettere di vivere un’esperienza a 360° incentrata sulla celebre bionda olandese.

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